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Tutto quel che non viene alla coscienza torna sotto forma di destino

C. G. Jung
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\\ Home Page : Storico : 02 - Concetti Principali (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Nastia (del 23/01/2008 @ 00:29:31, in 02 - Concetti Principali, linkato 62 volte)

 

CONCETTI PRINCIPALI

Lealtà familiare invisibile:

Concetto elaborato dallo psicologo americano Ivan Boszormenij Nagy  

La vita relazionale degli umani è regolata da una coscienza biologica innata del diritto di nascita di ciascun individuo alla soddisfazione dei bisogni umani fondamentali: bisogni di sopravvivenza, sicurezza e benessere fisico, materiale, economico, alla base. E, a un grado superiore, bisogno di sviluppare una precisa identità e autonomia personale, culminante nella realizzazione della propria creatività individuale.

Per costruire la propria identità  ogni individuo deve veder soddisfatte le esigenze affettive fondamentali attraverso il legame di appartenenza al gruppo familiare di origine: il bisogno di essere accettato, amato, nutrito e curato amorevolmente dai genitori e il bisogno di vedere riconosciute e apprezzate in famiglia le proprie uniche qualità e talenti individuali di intelligenza, creatività e saggezza. Solo così, da adulto,  sarà in grado di esprimere pienamente la proprie risorse nelle opere creative della sua vita: la creazione di  relazioni, di legami d’amore, di nuove vite, di opere dell’intelligenza, dell’arte, dello spirito.

Quando i diritti fondamentali non sono soddisfatti, a causa di motivi vari come difficili condizioni sociali, economiche, conflitti armati, calamità ambientali o per la perdita dei propri genitori, si crea nell’anima dell’individuo una sofferenza che anela al ristabilimento della giustizia sociale. Se il soggetto che soffre non riesce nella sua vita a ristabilire una pienezza di vita soddisfacente non sarà in grado di trasmettere ai figli le capacità di soddisfare i propri bisogni di relazioni appropriate, di realizzazione professionale ed economica. E così la sofferenza, la carenza di fiducia nelle possibilità di realizzare i propri sogni, il bisogno di riparare le ingiustizie subite dagli antenati, passa da UNA GENERAZIONE ALL’ALTRA, influenzando nascostamente la vita dei discendenti. E si sceglie un partner per soddisfare il sogno d’amore di una nonna che ha perso il fidanzato in guerra o per compensare l’umiliazione subita da una zia rifiutata per le sue modeste condizioni economiche, si sceglie un corso di studi o una professione per realizzare i sogni segreti di un antenato o antenata che non li ha potuti manifestare, si hanno o non si hanno figli in relazione alle morti per malattia, guerra o difficili condizioni economiche del passato. Insomma si sente inconsciamente il dovere di ristabilire la giustizia nella propria famiglia prima di potersi permettere la realizzazione personale.

 

 

 

 

Sindrome da anniversario

(È un termine usato dalla psicanalista francese professoressa Anne Ancelin Schutzenberger, considerata la capostipite del metodo psicogenealogico.)

Nel suo lavoro A.A.Schutzenberger rileva che la trasmissione delle memorie da una generazione all’altra di una famiglia non segue un andamento casuale, ma andamenti temporali precisi. E’ soprattutto all’anniversario di avvenimenti gravi subiti dagli antenati, cioè allo scadere dei decenni, dei cinquantenni o dei secoli che si manifesta il riaffiorare della memoria nella vita del discendente oppure  quando il discendente ha la stessa età che aveva l’antenato quando ha subito un torto, un’ingiustizia, un lutto, una perdita.

Per esempio la memoria del dolore non finito per un lutto inaccettabile come la perdita di un figlio in tenera età, una condanna a morte o alla deportazione (soprattutto se innocenti), una morte violenta, un’aggressione subita può presentarsi nella vita dei discendenti in date anniversarie come sentimento di dolore, angoscia o depressione, ripetizione di una perdita, difficoltà a gioire e a esprimersi nella vita. Particolarmente  nocivi sono gli effetti delle sindromi di anniversario che riguardano eventi traumatici rimasti segreti: filiazioni segrete, condanne segrete, tradimenti segreti.

 

 

 

 Nevrosi di classe o nevrosi da scacco.

(Concetto usato dallo psicologo francese Vincent de Gaulejac)

E’ la difficoltà dei discendenti di superare le condizioni di vita economiche, sociali, professionali della famiglia:  si verifica nella  vita di discendenti di famiglie di contadini, operai, funzionari statali che evidenziano una difficoltà a prosperare se scelgono un cammino diverso, come la vocazione artistica, il commercio, l’imprenditoria o la libera professione. La nevrosi di classe nasce dai limiti imposti alla realizzazione personale dal codice familiare di norme e tradizioni:
  • Non devi superare tuo padre e tua madre

  • Fai come abbiamo fatto noi

  • È meglio andare sul sicuro

  • Moglie e buoi dei paesi tuoi

  • Non uscire dal seminato

Etc. L’impulso di realizzare la vocazione e il cammino del figlio non viene sostenuto in famiglia, viene vissuto dai genitori come un pericolo o una trasgressione alle proprie regole di vita, così rimane debole nel soggetto, che pure sceglie di differenziarsi dalla traiettoria di clan e di seguire il proprio cuore. Ma la disobbedienza crea un conflitto interiore che finisce per provocare danni ingenti per l’individuo, traducendosi in bocciature a esami e concorsi o incidenti che impediscono di effettuare colloqui importanti di lavoro,  oppure ( di solito dopo i 40 anni) in fallimenti e perdite economiche e cattivi investimenti. Un’altra forma della nevrosi di classe consiste nell’impossibilità di godere i frutti della propria ascesa sociale e del proprio benessere economico.

 

Progetto senso

Concetto elaborato dalla psicobiologia

Claude Sabbah, Marc Fréchet, Gerard Athias e loro allievi

 

 

 

Per la psicobiologia transgenerazionale il concepimento e la generazione di un figlio non avviene a caso, ma è connessa alle esigenze della lealtà familiare invisibile. Un figlio non viene concepito, atteso e generato solo per se stesso, ma per obbedire a sogni, desideri, progetti inespressi o incompiuti dei genitori o del clan familiare. Su di lui o su di lei i genitori proiettano aspettative, desideri inespressi, sogni irrealizzati o trasferiscono in modo occulto missioni riparatrici ricevute dagli antenati e da essi inadempiute. Il figlio, già con il concepimento, riceve i suoi incarichi di compensazione del destino familiare.

La programmazione inconscia ricevuta dal clan, insieme alle influenze esterne ( stimoli emotivi positivi e negativi) del periodo di gestazione e delle condizioni della nascita, costituiscono i condizionamenti più potenti ricevuti dalla famiglia e sono definiti : progetto senso. La psicogenealogia è in grado di decodificare tale programmazione attraverso la lettura dell’albero genealogico: attribuzione del nome, sincronicità della nascita del bambino con anniversari o avvenimenti importanti di famiglia o con eventi storici drammatici, positivi o negativi. La consapevolezza del progetto senso e la decodifica delle missioni ricevute dal clan, porta a una svolta decisiva nella vita personale.
Il soggetto concepisce modi nuovi di esprimere il potenziale energetico ricevuto in eredità dalla famiglia e impara a compensare le scelte infelici e il destino avverso non più con il sacrificio, ma con la realizzazione personale e la costruzione del proprio benessere.

 

 

 

 Le diramazioni principali dell’approccio transgenerazionale sono

  • la scuola psicogenealogica prevalentemente francese: Anne Ancelin Schuzenberger, (allieva di Jacob L. Moreno e di Françoise Dolto) , Ivan Boszormenij Nagy, Elizabeth Horowityz, Vincent de Gaulejac, Paola del Castillo etc.

  • la scuola di psicobiologia transgenerazionale francese: Claude Sabbah, Marc Fréchet, Salomon Sellam, Gerard Athias, Patrick Obissier e
  • l’approccio sistemico fenomenologico tedesco: Bert Hellinger e il metodo delle costellazioni familiari

     

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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